← Texts

In brodo di giuggiole

Luca Zuccalà, 2024

La sede di Milano della casa d’asta parigina Artcurial ospita la mostra “In brodo di giuggiole”, a cura di Luca Zuccala. Il progetto illustra il dialogo tra quattro artisti -Najsa Dishnica, su cui pulserà il cuore dell’esposizione, e il trittico Jingge Dong, Eric Pasino e Arvin Golrokh, che rappresenteranno i tre punti focali dell’intero progetto- legati dalle apparizioni liquide connaturate al loro “distaccamento” tra la Laguna veneta e le peregrinazioni dalle proprie terre d’origine. I quattro pittori compongono una polifonia di voci che annullano la classica concezione spazio-temporale da cui emergono narrazioni e costellazioni di senso, per accordare gli universi in questione.

Arvin Golrokh (Teheran, 1992), Jingge Dong (Pechino, 1989), Najsa Dishnica (Durazzo, 1998), Eric Pasino (Vercelli, 1997) sono legati dalla concentrazione pastosa del brodo salino veneziano e –simbolicamente- dalla granulosità evocativa della melagrana, della cotogna e della giuggiola. Come delle giuggiole, in brodo appunto, prima di distillare, affiorano le nostalgie delle proprie corrispettive terre e dei propri mondi, intimi e personali, antichi, connessi tra loro. I Balcani, la Persia, l’Italia, la Cina. La giuggiola è uno dei frutti sacri della Persia, da cui la “scintilla”, al centro geograficamente dei due polarità geografiche della mostra, e lambisce le temperature e i sogni degli artisti imprimendo la tela di velata o lampante nostalgia. La sua storia affonda nel mito e del sogno, come la ricerca dei pittori in mostra, seppur ancorata alla terra, quella natia e schietta del loro volere e del loro volare.

Il “brodo” degli anziani, il brodo degli antichi, il liquore concepito dall’umile drupa, il dattero cinese, portato dai mercanti della Serenissima in Italia, dall’Iran, dalla Siria, passando dai territori di Dalmazia e Albania, poi sulla Penisola. Un piccolo arbusto deciduo, il giuggiolo, nobilitato in Medio Oriente, fino a sacralizzarlo nel Giardino dell’Eden islamico dopo la conquista musulmana, reso secco o denso a marmellata per l’uso esistenziale comune, ma anche trasformato in acquavite e candito. Elemento prezioso, semplice e multiforme, utilizzato in medicina, emblema di sollievo come di trascendenza.

Ottobre è il mese della giuggiola, il mese della mostra autunnale della prestigiosa casa d’asta parigina nella sua sede di Milano. Il brodo della materia rilassa e dà una sorta di gioia confusa, ma soprattutto conferisce un senso di appagamento post-caos ed eccitamento della sostanza stesa in un brodo vorticante senza tempo. Dal quale emergono tracce e ricordi.

© 2026 Eric Pasino | Site by Arvin Golrokh